domenica 10 novembre 2013

QUELLA LUCCIOLA IN PETTO – KERMESSE “ASCOLTO PER SCRIVERE” – 31/10 - 3/11/2013 LE CASTELLA (KR)




Qui 
si incrociarono sentieri

bighe di formiche
ognuna col masso 
della nostra briciola
colmammo il granaio

inanellati i ricordi
se non trovo risposta
torno a casa
con la domanda più giusta
e una lucciola in petto.
 


Sono i versi finali di una mia lirica sulla Kermesse della Fara Editore, presso l'Eremo di Fonte Avellana nel giugno scorso.

Sensazioni tutte, ritrovate e riassaporate con un’intensità più consapevole, nella kermesse dal tema “Ascolto per scrivere”, organizzata dalla stessa Fara e dall’Associazione culturale Le Madie a Le Castella, dal 31 ottobre al 3 novembre.

I percorsi letterari che, relatore dopo relatore – 23 in tutto - si delineavano, costruivano autentici percorsi umani: legami, empatie, conflitti, dialogo, contraddittorio, tutto si traduceva in un incontro – la “lucciola in petto” dei miei versi – evocando l’antica trilogia del dono, dare-ricevere-restituire.


Chi ha partecipato lo sa: è un’esperienza da ripetere. Costruttiva, intensa, di una ricchezza che fa della cultura dialogo e slancio ad una vita piena perché più consapevole.

Allietati nel corso della tre giorni dalle performance artistiche eseguite dalla Scuola di danza Maria Taglioni e dal trio jazz formato da Francesco Ierardi, Rosario Mesuraca e Leonardo Scarriglia; sostenuti, tutti noi, dalla professionalità di un giovane tecnico del suono, ancora studente universitario, Gisberto Caccia, si sono succeduti i seguenti relatori: 


Pomeriggio del 31 ottobre 2013

L’ASSOCIAZIONE LE MADIE -  ASCOLTO POI … SCRIVO?

Il work shop proposto – filmati prose poesie musiche, tutto in successione dinamica –, ha dato sfondo al tema dell’ascolto e illustrato i pro e i contro di approdare ad uno scritto come sua naturale evoluzione. In un susseguirsi di parallelismi, dal rifiuto di Socrate per la scrittura, agli studi del sociologo sovietico Lurija, ai pensieri di Montaigne, si è concluso con la poesia “La gioia di scrivere”  di Wislava Szymborska.


ANGELA CACCIA – IL FRUSCIO CHE INQUIETA.
Tra il serio e il faceto, con l’aiuto di prose e versi, la consapevolezza che uno scritto è pur sempre riflesso, seppure tra i più validi e autentici, di una vita che nessun libro può contenere per intero.

ALBERTO D’ETTORIS - QUALE ASCOLTO IN UN VILLAGGIO GLOBALE DOMINATO DALLE TECNOLOGIE DELLE COMUNICAZIONI.
Nel dialogo tra il Maestro ed i discepoli di una religione non cattolica, il Maestro soleva dire “Dovunque siate, guardate quando non c’è apparentemente niente da vedere; ascoltate quando tutto è apparentemente quieto“. Nel mondo di oggi, permeato e “dominato” dalle tecnologie delle comunicazioni dal loro rumore sembra ormai difficile ascoltare ed ascoltarsi e, quindi, anche lo scrivere intesi secondo i paradigmi di un tempo.

Venerdi’ 1° novembre

ANTONELLA DORIGOTTI - DAL SILENZIO E DAI SUONI DELLA NATURA SGORGANO PAROLE.
Il silenzio come premessa per la riflessione, per l’elaborazione di percezioni, relazioni, letture, che costituiscono fonte d’ispirazione. La natura come fonte d’ispirazione con i suo brusio, silenzio, mormorio, che troviamo in tutta la storia della letteratura; sottolineo alcune poesie di Pasolini contro la cementificazione e lo scempio urbanistico e le prese di posizione ecologiche del poeta Zanzotto. Natura come fonte d’ispirazione che attraversa i secoli e l’anima e come Bene da difendere.

MARIO CAMPAGNUOLO – A VOLO DI RONDINE.
Chi vuole scrivere deve avere occhi aperti e sapere ascoltare chi ti parla a cuore aperto di sé e di ciò che lo circonda. I personaggi delle mie storie, mi dicono, siano verosimili. 
Mentre leggi ti sembra di averli conosciuti e di comprendere quel che dicono. 
Usano il linguaggio di ogni giorno quando parlano tra loro e svelano i loro sentimenti.
A Le Castella  ho letto alcuni brani dei miei libri e mi auguro mi abbiano ascoltato e compreso.

LUANA FABIANO - I COVONI DELLA SPERANZA.
Ero minuscola quando la poesia venne a trovarmi, quando scoprivo e assaporavo l’alfabeto del silenzio, quando ascoltavo il formicolio delle emozioni che rimbalzava dal paesaggio e le sue epifanie di colori, rumori, odori, suoni, segreti languori e catartici segni, al cuore. Ne I covoni della speranza il respiro dell’infanzia non ha perso la sua freschezza e sulla carta, che come madre adottiva lo accoglie, emoziona ancora.

DAVID AGUZZI – SEGNI, LE CONVERSAZIONI SILENZIOSE.
Il segno, un linguaggio poetico che si basa sul gioco delle immagini e delle configurazioni delle mani e del corpo. Ritmo e spazialità, espressione della persona, del proprio pensiero e della propria esperienza. Nessun altro linguaggio è efficiente per comunicare il vissuto esperienziale e le rappresentazioni metaforiche, quanto la poetica segnica. Perché nella stessa convive  il «non sonoro», ossia gli intervalli silenti, le esplosioni espressive e le implosioni di raccoglimento nell’Io.

ARMANDO VITALE – LA LETTURA E L’ELOGIO DELL’INUTILE.
L'Elogio dell'Inutile, arte e letteratura, filosofia e storia, come antidoto a un'epoca "estrema" che impoverisce e svuota menti e anime. Da una preoccupazione accorata per la condizione delle nuove generazioni, per coltivare nelle scuole e nella società la buona pianta dell' inutile, è stato ideato e realizzato con il Liceo Galluppi  di Catanzaro, e oggi anche con Associazione Gutenberg, una Fiera del libro. L'obiettivo, come dice Edgar Morin, è formare "teste ben fatte".

TERESA CALIGIURE - LA RICERCA DI SÉ STESSI NEL SILENZIO DELLA SOLITUDINE: PETRARCA.
Il contributo  si concentra su alcuni aspetti della riflessione petrarchesca che riguardano la vita solitaria  e la  funzione del silenzio nella ricerca di se stessi. Sulle orme dei classici e di sant’Agostino, Petrarca   indaga sullo smarrimento esistenziale e morale dell’uomo e sulla “mutatio locorum”, che rispecchia il senso spaziale dell’inquietudine,   presentando tematiche  che rendono la sua opera  attuale.

DAVIDE ZIZZA - LETTURA E SCRITTURA COME ETICHE DELL'ASCOLTO, OVVERO COME LUOGO DI RISONANZA DELLA PAROLA CHE PONE L’ESSERE UMANO IN ASCOLTO DELLA VERITÀ
Leggere o scrivere un testo - rappresentazione simbolica di un sistema di valori - significa mettersi in ascolto della vita umana attraverso un linguaggio che completa le nostre esperienze e si pone a fondamenta di una crescita umana, intellettuale, emotiva. Ascoltare un testo, sia che lo si legge sia che lo si scrive, significa far risuonare in noi una parola che ci plasma daccapo e rinnova la nostra visione.

RAFFAELE SERAFINO CALIGIURI – VOCI DAI BRIGANTI.
Un appassionato excursus storico, attraverso i sentieri di un’epoca segnata dalla profonda povertà, personaggi discussi e disagi sociali.

BONIFACIO VINCENZI - LA PAROLA È L'ASCOLTO: VIAGGIO NEL VARIEGATO MONDO DELLA SCRITTURA.
L’intervento, in un certo senso,  è un  percorso nel regno della poesia per cercare di vivere e sentire la sonorità di un vissuto, in nome di una verità che non può dimostrare di essere tale, e che, nel cuore di questa fragilità cerca un’alleanza con gli occhi del lettore per continuare a vivere, in un’unica febbre, il viaggio della vita e del suo senso. In questo excursus ciò che appare chiaro, alla fine, è l’impossibilità del poeta di sottrarsi alla dimensione dell’ascolto.

CATERINA CAMPORESI - IN ASCOLTO DI CIÒ CHE RISCHIA DI RESTARE MUTO.
L'intervento ha come oggetto l'esplorazione e la riflessione intorno a due momenti cruciali della vita degli esseri umani: la nascita e l'incontro di snodi centrali lungo il percorso. Questi momenti speciali contengono nelle loro pieghe indizi che, se correttamente decifrati e interpretati nella loro verità profonda, orientano la direzione del cammino più favorevole nella vita individuale, sociale e in  quella più  in generale. 

MAURIZIO CARUSO – MADDALENA.
Qui la sfida si è fatta più piena più ardita, dopo lo scavo e la ricerca di immagini, che potessero essermi da aiuto, con bozzetti, schizzi, disegni e grafie, e ore, e ore a immaginare la smorfia di dolore e disperazione che solcava il dolce volto, inseguo,e trovo volti comuni, volti ricercati con particolari espressioni, non la trovo, non calzano alla mia idea di Maddalena attuale, basta poco invece, ed ecco la mia immagine, un abbozzo, nascere e divenire, svilupparsi, e successivamente concretizzarsi attraverso il colore, e solo il colore dà una figura totemica, una sorte di "torre”.

CINZIA DEMI – ERO MADDALENA.
Il mio intervento ha reso conto, drammatizzandolo, di "Ero Maddalena" il mio nuovo libro (edizioni puntoacapo 2013). In pratica, dall'ascolto di una delle figure più controverse delle donne della Bibbia, è nato questo poemetto, monologo intimo e doloroso di una donna dei nostri giorni. Un lavoro di carne e sangue, di spirito e inconscio, che affronta le problematiche femminili della violenza e della fede nell'ottica della figura più vicina a Gesù.

ANDREA VENZI – CIELO DI CRISTALLO E LUNE DOPPIE.
Il mio intervento non ha titolo in quanto è una summa della poesia che sono venuto scrivendo dal 1984 ad oggi, passando da una scrittura di avventurosa visionarietà fino alla scrittura degli ultimi tempi che esprime il mio profondo dolore per la perdita di mia moglie Benedetta. Da una scrittura surreale riferita ai miti dell’esplorazione, ad una scrittura ripiegata sulla sofferenza, dove la notte è il buio privo di speranza.

Sabato 2 novembre

ALESSANDRO RAMBERTI - NEI PANNI DI JOHAN.
Scritto venti anni fa sotto pseudonimo, La simmetria imperfetta rappresenta la sintesi di un percorso (anche avventuroso) di vita umana e letteraria. A distanza di tempo, con maggiore distacco, si recuperano suggestioni, simboli e tracce condivisibili  e forse utili per ascoltare sé stessi in una dimensione di apertura al tu e al Tu che è “letteralmente” salvifica.

GIUSY REGALINO – LA MALEDIZINE DI PITAGORA.
"Ascolto per scrivere" per me, nella mia attività giornalistica, significa l'approccio alla persona con il rispetto che merita. Ho colto la bella iniziativa per attirare l'attenzione e, dunque, l'ascolto dei presenti alla kermesse, su Crotone, partendo dalla maledizione di Pitagora. Dal passato al presente, ciò che è riflesso nella nostra identità sociale e culturale, è tutto un patrimonio ancora da valorizzare e riscoprire.

DON FORTUNATO MORRONE – L’ASCOLTO NELLO SPIRITO DI GESU’.
La realtà è intellegibile perché riflette sapienza del Creatore. Per leggerla c’è necessità di umile ascolto. Colui che ascolta in profondità vede, legge e pensa per analogia e trascrive e comunica con parole simboliche l’esperienza vissuta. L’ascolto profondo permette all’uomo di essere riportato all’originaria simbolica dell’unificazione interiore: Dio. Il poeta, lo scrittore, l’artista in genere, è parente prossimo del profeta e questi è amico del poeta: entrambi hanno il dono di occhi penetranti e prospettici.

Domenica 3 novembre

SERGIO PASQUANDREA – BASTEREBBE UN PO’ DI SILENZIO.
Si ascolta una conversazione, si ascolta la poesia, si ascolta la musica, si ascoltano i suoni e i rumori della vita quotidiana. Ma come si ascolta il silenzio? Eppure, senza il silenzio non esisterebbe la musica, così come senza la tela bianca non esisterebbe il quadro. Il silenzio è il momento germinale dell'arte, sia essa una composizione musicale o una sequenza di versi.

FRANCESCO COSCO - LA VOCE DELLA STORIA, L'ORECCHIO DEL PRESENTE: NEWS DAL MEDIOEVO.
Quali le finalità?  Dimostrare come, attraverso la voce della storia sia prossima che remota è possibile individuare i fondamenti della nostra attuale identità e civiltà. Nei contenuti ho trattato il monachesimo italo-greco nel lungo periodo in cui esso interagì con le popolazioni della Calabria centro-orientale. I risultati di quella pacifica invasione sono tutt’ora leggibili. La relazione è stata accompagnata da una ricca iconografia.

PAOLO SESTI - ASCOLTO E “CURO” LA MIA CREATIVITÀ.
Esposizione psicologica dell’ascolto e dei cambiamenti ad esso conseguenti. In una lettura evoluzionistica ogni esperienza viene vissuta come fonte di arricchimento e, in una sorta di immaginaria linea di continuità che procede dalla comparsa dei primi esseri viventi fino all’uomo contemporaneo, tutto contribuisce a “creare” il nostro “essere oggi”. La Creatività, massima espressione dell’Intelligenza, può emergere solo in chi continua a coltivare il suo “essere bambino” pronto a “stupirsi” di fronte a quanto possa capitare nel quotidiano.


A breve, un’antologia a cura della Fara Editore, pubblicherà per esteso gli interventi dei 23 relatori.